Mercoledì 18 febbraio, il Cagliari Calcio ha ospitato una partita speciale, che si disputa fuori dal campo di gioco. Il Club rossoblù ha accolto la quinta tappa della Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out, il torneo nazionale giovanile di calcio a 7 dedicato agli oratori delle 17 città della Serie A Enilive 2025/2026, presso l’Unipol Domus, per un pomeriggio di allenamento dedicato alla riflessione sui valori dello sport.
Ospiti del Club sono stati gli atleti della Parrocchia San Pietro Apostolo, tra i partecipanti del progetto educativo e sportivo promosso da Philadelphia, iconico marchio del Gruppo MondelēzInternational e Title Sponsor della competizione, Lega Calcio Serie A e il Centro Sportivo Italiano. I giovani calciatori, tra i 12 e i 14 anni, insieme alle calciatrici della squadra femminile U15 rossoblù, hanno incontrato Alessandro Deiola, centrocampista del Cagliari Calcio, per un appuntamento di approfondimento sui valori cardine del progetto: amicizia, rispetto e inclusione.
Alessandro Deiola ha raccontato ai ragazzi la propria esperienza e posto l’accento sull’importanza della collaborazione e del gioco di squadra nel calcio e non solo. I giovani della Parrocchia San Pietro Apostolo hanno donato al calciatore la maglia “Il calcio è amicizia”, simbolo tangibile dei valori di cui il progetto vuole farsi portavoce. Il centrocampista ha poi autografato la divisa “Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out”, donata da Lega Calcio Serie A ai capitani della parrocchia, testimonianza della volontà educativa del progetto.
“Il rispetto deve essere alla base di tutto, così come l’inclusione deve coinvolgere tutti: un compagno di squadra, di scuola, un avversario in campo, un proprio concittadino. Quando si usano le parole poi, sui social così come dal vivo, occorre avere grande attenzione nei confronti del prossimo, potremmo ferire quella persona. C’è chi lo fa magari anche per sentirsi più forte, ma in realtà è un debole: discriminazione, pregiudizi, razzismo, non ci deve mai essere spazio per tutto questo”, ha detto Alessandro Deiola rivolgendosi alla giovane platea.
“Può capitare poi di essere attaccati, è importante allora affrontare subito i problemi, parlarne. Personalmente ho vissuto tanto il peso delle critiche, anche sui social, ho finito partite in lacrime. Ho cercato, però, sempre dentro di me l’energia positiva, la voglia di lottare ed emergere, andando così oltre le parole pesanti di qualcuno. Ho iniziato a lavorare ancora più forte. Piano piano le cose sono cambiate e stanno cambiando. Questo per dirvi che bisogna sempre porsi un obiettivo, anche ambizioso, e quando se ne raggiunge uno bisogna porsene un altro ancora. Con perseveranza, coraggio. Non date retta a chi vi dirà: ‘Non ce la farai’. Credete, invece, sempre in voi stessi, cercando magari di prendere qualcuno come modello positivo”.
La Philadelphia Junior Cup, giunta quest’anno alla tredicesima edizione, sposa ancora una volta la campagna di sensibilizzazione contro il razzismo e ogni forma di discriminazione “Keep RacismOut”, promossa da Lega Calcio Serie A in collaborazione con l’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il rispetto e l’inclusione sono temi centrali del progetto, affrontati durante l’incontro di sensibilizzazione, oltre che dal campione rossoblù, anche da Elisabetta Scorcu, Football Social Responsibility Officer del Cagliari Calcio, suor Silvia Carboni, referente educativa del settore giovanile del Club rossoblù, Clara Simonini, dell’Ufficio Corporate Social Responsibility di Lega Calcio Serie A, e Alessio Franchina, Coordinatore nazionale dell’Area Comunicazione, Marketing e Innovazione Digitale del CSI.
Nei mesi della competizione, da gennaio a maggio, i giovani calciatori si sfidano nelle fasi territoriali, regionali e interregionali, fino a decretare le otto squadre che voleranno a Roma per eleggere il team campione dell’edizione, con una finale d’eccezione che si disputerà sul terreno dello Stadio Olimpico capitolino, poco prima della Finale di Coppa Italia Frecciarossa.
Il progetto non si sviluppa esclusivamente sul terreno di gioco. Gli atleti del torneo prendono infatti parte agli appuntamenti formativi ospitati nelle sedi e nei centri di allenamento dei Club del massimo Campionato. Durante gli incontri, insieme ai campioni della Serie A Enilive, a psicologi, educatori ed esperti, i giovani calciatori approfondiscono l’importanza dei valori dello sport, con l’obiettivo di creare ambienti più inclusivi dentro e fuori il campo di gioco. Il progetto contribuisce ad accorciare le distanze tra lo sport di base e lo sport di vertice, con gli atleti che vivonol’esperienza dei grandi campioni, entrando negli stadi della Serie A Enilive, sia con walk about a loro dedicati, sia confrontandosi in campo nei pre-gara dei match del massimo Campionato.
